Il leone del deserto

Lettera Veronica Lario Al Cdl Sul Corriere ◂ ▸ Eco Ci Aiuta
2009/06/13

Da sempre maestro nelle pagliacciate a casa propria, Gheddafi ha sentito di avere bisogno di un approfondimento nella scienza del sembrare ridicoli. Dico sembrare, e non essere, visto il ruolo di dittatore che riveste in Libia. Presentatosi a Roma con una foto del capo della resistenza libica che gli italiani impiccarono nel 1931 appuntata addosso, riesce contemporaneamente ad accettare le scuse italiane per la colonizzazione, a mostrare il disprezzo per l'Italia, a pretendere trattamenti economici e a sembrare amico del pagliaccio nazionale. Tutto ciò mi ha fatto tornare alla mente (il percorso logico parte dall'immagine dell'eroe libico Omar Al-Mukhtar...) che ai tempi uscì un film su questo eroe: e fu censurato dall'allora presidente del consiglio Giulio Andreotti, mi pare nel 1982 o giù di lì. Il film non è uno dei peggiori che abbia mai visto: nemmeno uno dei migliori comunque. Di sicuro Quinn fa sempre il suo porco effetto sullo schermo, e la storia, pur se fa sembrare gli italiani mediamente più cattivi del normale (del resto, erano invasori in Libia, i libici possono giustamente detestarli per ciò), non è orrenda, chiaro comunque che l'importanza del film è nella struttura di film spinto da una nazione diversa da quella dell'invasione. Non credo che ancora la censura sia stata rimossa, dal mulo il film si scarica facilmente...

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Tags: politics cinema